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David Ambrose*

David Ambrose Chorley, England (UK)
21 febbraio 1943

Sito web ufficiale: http://www.davidambrose.com/

* Sebbene David Ambrose sia un cittadino inglese, viene incluso in questa rassegna di autori americani perchè ha lavorato spesso con Hollywood e l'ambientazione dei romanzi recensiti è, in parte, americana.


I libri che ho letto:

La madre di dio
(Mother of God - 1995)
Se avete letto altre recensioni su questo sito, saprete che non esprimo spesso giudizi entusiastici, ma questo "La madre di dio" di David Ambrose mi è parso decisamente un ottimo romanzo. Ho trovato addirittura geniale la trama, non tanto nella idea fondante, già vista, quanto nel suo sviluppo imprevedibile ma perfettamente plausibile.
Lo stile dell'autore è scorrevole ed accessibile ad ogni categoria di lettori; ciononostante nel libro sono presenti spunti di riflessione filosofica, perfettamente contestualizzati nelle vicende della trama, assolutamente apprezzabili.
Se proprio devo trovare un difetto a "La madre di dio" indicherei il finale un pò sbrigativo, ma forse si è trattato solo di una mia impressione dovuta alla constatazione di essere giunto al termine di una buona lettura.
Un libro avvincente e stimolante che non esito a consigliare a chiunque sappia apprezzare un buon romanzo.





Il fascino discreto di Charlie Monk
(The Discrete Charm of Charlie Monk - 2000)
Dopo essere rimasto affascinato dalla brillantezza di David Ambrose in "La madre di Dio", ho voluto leggere anche questo "Il fascino discreto di Charlie Monk" che, lo ammetto, ha suscitato in me un entusiasmo decisamente più tiepido.
All'inizio della lettura sono rimasto piuttosto sconcertato dall'eccessivo machismo di uno dei protagonisti, che sembra quasi uscito da una delle pellicole della serie "Mission Impossible", per intenderci, non riuscendo a comprendere se in tale caratteristica spinta ci fosse un intento sarcastico o se si trattasse invece di una caduta di stile.
Proseguendo nella vicenda (di cui non rivelo nulla come mio costume) molti tasselli andranno al loro posto e si comprenderà meglio quanto si era letto in precedenza, ma rimane un certo disorientamento che, almeno nel mio caso, non lascia il lettore del tutto convinto della coerenza della storia.
Solitamente sorrido nel leggere la frase "nulla è ciò che appare", riferita alla trama di un romanzo, ma ritengo che si adatti perfettamente allo sviluppo de "Il fascino discreto di Charlie Monk".
Se quanto ho scritto è sufficiente a solleticare la vostra curiosità, allora leggete pure questo romanzo che è comunque in grado di fornire piacevole intrattenimento, altrimenti rivolgete la vostra attenzione al precedente "La madre di Dio", decisamente più interessante.

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