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Malcolm Braly

Malcolm Braly Portland, Oregon (USA)
25 luglio 1925





I libri che ho letto:

Ora d'aria
(On the Yard - 1967)
Malcolm Braly è stato, per il sottoscritto, una piacevole scoperta. Il suo romanzo "Ora d'aria" (attualmente l'unico edito in Italia) si è rivelato una lettura piacevole ed interessante anche per chi, come me, aveva già letto le opere più importanti della letteratura "carceraria", da Caryl Chessman a Edward Bunker.
Come per Chessman e Bunker, il realismo del suo romanzo è dovuto principalmente alla esperienza diretta che l'autore ha avuto della vita carceraria. Braly ha infatti speso gran parte della sua vita nelle celle dei più famosi penitenziari della California, come San Quintino e Folsom. L'approccio e lo stile dell'autore sono comunque abbastanza personali da rendere "Ora d'aria" una lettura piacevole ed originale anche per gli habituè del genere. L'assenza di un singolo protagonista assoluto rende infatti il racconto più corale e sfaccettato, offrendo una panoramica sulle diverse implicazioni della esperienza carceraria per i tanti personaggi che popolano le pagine del libro. L'autore si sforza di farci avvertire l'impellenza e l'ineluttabilità dei tanti piccoli drammi che si consumano nelle vite di ciascun personaggio, prigioniero non solo del carcere "materiale", ma anche di un destino che pare segnato per chi non ha saputo trovare il proprio posto nella società.
Sono molti i modi in cui si può finire dietro le sbarre: non sempre la detenzione è frutto di una scelta di vita criminale, ma può essere il risultato di eventi che sfuggono al nostro controllo prima ancora di averli capiti, o di una condizione di vita insostenibile. Ma il risultato è per tutti lo stesso: un viaggio senza ritorno nella illegalità, dove chi esce dal carcere lo fa solo per farvi ritorno dopo un periodo più o meno breve, relegato ormai ad un ruolo che la società ha confezionato per tutti i suoi reietti.
Braly riesce comunque a trattare l'argomento con una certa eleganza e ritengo che possa essere una lettura adatta anche a chi non ama le storie violente (ma certo non è una lettura "allegra").

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