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Caryl Chessman

Caryl Chessman St. Joseph, Michigan (USA)
27 maggio 1921

San Quentin, California (USA)
2 maggio 1960




I libri che ho letto:

Cella 2455, Braccio della morte
(Cell 2455, Death Row - 1954)
In questo primo romanzo della trilogia scritta dal condannato a morte Caryl Chessman, l'autore ripercorre le svolte accidentate di una vita che lo ha condotto nel braccio della morte, con il dichiarato intento di perorare la causa di "coloro che sono stati dannati e condannati per via del crimine" e mostrare come la società civile compia un fatale errore nel proprio approccio punitivo nei confronti dei criminali.
L'obiezione naturale che sorge spontanea nel lettore è che le teorie di Chessman sono viziate da una posizione di interesse palese, dato che ha scritto le sue opere quando sperava di potersi sottrarre al suo macabro destino. Ciononostante, "Cella 2455 braccio della morte" contiene analisi dalla lucidità sorprendente, oltre a rappresentare un viaggio istruttivo nella "carriera" di un criminale predestinato, e lo dimostra il fatto che divenne un caso di risonanza internazionale.
Da un punto di vista narrativo, questo primo romanzo è senz'altro più scorrevole di quelli in cui l'autore si è concentrato sulla propria battaglia legale, e a tratti potrebbe sembrare un romanzo di formazione, per quanto perversa. Consiglio la lettura di questo libro a tutti gli appassionati di "crime fiction", a chi volesse approfondire la vicenda di Chessman, e a coloro che sono interessati a conoscere quali pensieri albergano la mente di chi sa di stare per morire.



Quel ragazzo un killer!
(The Kid Was a Killer - 1960)
*recensione non ancora pubblicata*



Il volto della giustizia
(The Face of Justice - 1957)
"Il volto della giustizia" è l'ultimo libro della trilogia del condannato a morte Caryl Chessman che lo ha reso famoso in tutto il mondo portando sotto le luci dei riflettori le implicazioni etiche e morali della pena capitale. L'opera è interamente incentrata sulla dura battaglia legale condotta da Chessman e dai suoi rappresentanti per ottenere una revisione del processo che lo aveva visto subire ben due condanne a morte per i delitti di un serial killer noto come "il bandito della luce rossa", delitti dei quali si era sempre professato innocente.
Pur essendo, a mio avviso, il libro stilisticamente più raffinato di Chessman, forse per una raggiunta maturazione artistica, temo che il romanzo possa risultare noioso a quanti non siano fortemente interessati alla vicenda del noto personaggio o affascinati dal sistema giudiziario americano.
Personalmente ho voluto leggere l'intera trilogia di Chessman perchè si tratta dell'opera di una figura importante nel panorama culturale statunitense che ha influenzato autori successivi come Bunker, dando origine al filone letterario della crime fiction basata su fatti realmente accaduti e raccontati dai protagonisti.

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