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Jim Harrison

Jim Harrison Grayling, Michigan (USA)
11 dicembre 1937





I libri che ho letto:

Luci del nord
(True North - 2004)
Non conoscevo Jim Harrison prima di leggere "Luci del nord" e ammetto di essere rimasto subito affascinato dalla sua prosa informale ma ricercata. Col procedere della lettura, però, è subentrata una certa dose di noia, dovuta probabilmente alla natura particolare del racconto. "Luci del nord" infatti, pur essendo scritto in prima persona, racconta la storia di un personaggio differente da quello che narra la vicenda, ossia il protagonista. Accade così che si sviluppino diversi livelli narrativi, soprattutto in alcune parti del libro in cui il narratore racconta di un personaggio che a sua volta racconta una vicenda di un altro personaggio ancora, richiedendo un certo sforzo mentale per saltare da un livello all'altro. In pratica in diversi passaggi del libro ci si trova a leggere la storia di una storia di una storia...
Detto ciò ho trovato comunque molto interessante il romanzo, soprattutto nelle parti in cui l'autore si lascia andare a considerazioni personali, più che nella storia del personaggio di cui intende raccontare la vita. Consigliato solo a chi non cerca puro intrattenimento nella lettura.



Un buon giorno per morire
(A good day to die 1973)
Splendida e suggestiva "road novel" che mi ha lasciato sorpreso del fatto che questo libro ed il suo autore non siano molto più famosi di quanto non appaiano anche solo ad una rapida ricerca online. "Un buon giorno per morire" possiede, a mio avviso, quelle caratteristiche di viaggio interiore quanto geografico che hanno fatto la fortuna di romanzi e di autori ben più blasonati. Posso solo ipotizzare che la natura delicata dei propositi dei protagonisti, che oggi probabilmente identificheremmo come "terroristici", ne abbia indirettamente limitato la diffusione, nonostante i tanti spunti di riflessione sulla condizione umana che il libro sa offrire al lettore attento e motivato.
Jim Harrison mette a nudo in questo romanzo la struttura stessa della vita nella sua apparente insensatezza e nella ineluttabilità delle conseguenze di qualunque scelta, per quanto casuale o addirittura farsesca essa sia. Il vortice di eventi che attraggono i personaggi verso la conclusione di una trama quasi subìta è l'occasione per il protagonista di prendere coscienza della propria inadeguatezza alle regole ed alle convenzioni sociali di un mondo che non riconosce e di una vita che non gli appare più desiderabile, nonostante i fantasmi di una esistenza "normale" facciano occasionalmente capolino tra i suoi ricordi.
L'amore, il sesso, la violenza, l'amicizia, la follia, la natura e la morte appaiono quasi ridotti alle loro componenti primordiali in un romanzo forte e spietato quanto delicato e poetico.

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